domenica 27 settembre 2026
Gigia
Un sera, a cena con amici, tra i quali un ragazzo che chiamavamo maestro coltello, macellaio di quelli
che ben sapeva il fatto suo, si arrivò a parlare dello stalletto e da lì alla proposta di prendere un maiale:
«Allora si mette su il maiale insieme?» e mia moglie Susy di rimando: «Se ci aiutate».
Chi lo macella lo abbiamo, per dargli da mangiare ci si mette d’accordo, e così mandammo avanti quel
progetto, concretizzato con l’arrivo di un maialino di trenta kg. messo a dimora nello stalletto.
Il cibo per il maiale certo non mancava, la simpatia di questo animale ormai diventato di casa indusse
mia moglie e la nostra vicina Anna, che insieme lo accudivano a dargli un nome.
Io non volevo, gli spiegai che si sarebbero affezionate a quell’animale e troppo difficile sarebbe stato il
momento della separazione, giunto l’ora di macellarlo.
Non mi ascoltarono ed il maiale divenne per tutti la Gigia.
Susy ed Anna di tanto in tanto passavano dallo stalletto, lo aprivano e si portavano dietro quella
massiccia bestiola come fosse un cagnolino, scendeva sulla piazza di nonno Guido, era diventato un
maiale domestico che obbediva alle parole di Susy.
venerdì 18 settembre 2026
L'ingegno di nonno Guido
Un giorno nello spostare il fieno nella rimessa sopra la stalla, rinvenni uno strano mezzo di trasporto
che non era una bicicletta ma nemmeno un motorino.
La foggia di una bicicletta con un motorino nel centro, un serbatoio legato con nastri di gomma, la
catena di una bici ed anziché i pedali c’era una ruota dentata con una zigrinatura.
E’ diventato il mio primo motorino, un antesignano del Ciao che mi aveva offerto la possibilità di
essere il primo in paese a sgassare per le strade con quell’aggeggio che era il massimo della fantasia
creativa che poteva avere un giovane, improvvisato a metà tra ingegneria e meccanica, con la voglia di muoversi.
Io ho avuto tante moto, studiato ed osservato le caratteristiche di tante marche ma nulla era comparabile quella creatura meccanica di nonno Guido.
domenica 6 settembre 2026
Libertà così preziosa
Ho camminato, come militare, lungo le stesse trincee, 60 anni dopo, quelle scritte sui muri di rocce che
riportano un nome, una croce.
Ed il pensiero corre a chi ha dato la propria vita per la nostra libertà, a chi atteso non è più tornato,
disperso, senza una tomba che possa rendergli giusta memoria, consolazione in lacrime per i propri cari,
tutto perso in un attimo, nel cuore nero di quella lunga notte.
Nonno Guido mi ha parlato pochissimo, di questo Piave
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