giovedì 14 marzo 2019

aprile ne faccia un barile

Feroce siccità sui miei monti e la natura ne risente e da segnali.
Il nocciolo ha perso tutti i gattini mentre il sanbuco e il carpino ancora non ha sbocciato.
I tronchi recisi di fresco non piangono linfa in abbondanza.
Sorgenti millenarie  e fossi a secco e dei 2350 millimetri di pioggia annui che cadono qui credo che siamo a poche decine dall'inizio dell'anno.
Ecco come ara il fossi dell'Aiale che attraverso per andare a paese.


Guardate adesso come è in secca, sconcertante e io mai avevo visto una cosa così


Chi sa?
Tutti opinionano ma pochi seguono i consigli, meditiamo


sabato 23 febbraio 2019

Dare una possibilità



Le mani in tasca il nonno teneva quando tirava il vento come oggi
Ricordo che camminava piano mentre io correvo avanti poi mi voltavo per vedere quanto lo avevo lasciato indietro. Quando camminava spedito ero io a rimanere indietro a saltare di sasso in sasso sul selciato che potava al castagneto. Era una camminata di lavoro, ma quel sabato si andava per vedere  come si comportavano i nuovi innesti.
Ricordo di essere tornato indietro, il nonno fissava un giovane castagno scortecciato dal morso forse di un cervo. In quei giorni diceva che rimettono le corna e hanno bisogno di tanti minerali  e le piante giovani in succhio ne sono piene
Arrivati dove diverse ceppaglie di due anni erano state innestate con mazze di castagno domestico:
- nonno questa mazza non sta germogliando sembra secca
 - non aver furia Andrea, dagli un’altra possibilità
Adesso è un bel castagno generoso e bello anche a vedersi.

sabato 9 febbraio 2019

Le casse piangono



Nella mia convalescenza, mi sono unito al gruppo di donne e Gosto che hanno preso l’incarico di ripulire il ripostiglio della nostra Chiesetta 10 metri per 6. Un  corridoio scannafosso dietro l’altare dove troneggia Maria del Carmelo.
Lo scrivete incaricato di aprire e controllare il contenuto di alcune scatole chiuse con lo spago.
Il Gosto le scarretta verso l’ultima panca 6, dove lo aspetto io. Nulla di speciale nemmeno quello cercato: l’elenco di coloro che l’hanno costruita. Scartoffie in latino, mozziconi di candele e foto di chierichetti preziosissime, giornali dell’epoca fascista e un presepe ben rincartato statua per statua.
In una cassetta di legno aperta facendo leva con un cacciavite un panierino minuscolo con tante monetine degli anni trenta. Chi sa chi le aveva in custodia e l’ha nascoste lì.
Per quello che me ne capisca io molti sono aquilotti e altre non saprei.
Credo che andranno nella pesca di beneficenza in questo ferragosto, con la tinteggiatura che andremo a fare non so quanto dovremo spendere e le cassa non sono vuote ma piango da tempo.
Fateci gli auguri perché qualche benefattore si fruchi in tasca



giovedì 31 gennaio 2019

mi sento zio




Stamani il guittire dei due maialini d’India non si è fatto sentire. Un delicato silenzio dalla gabbia non si percepiva con quello che taceva fuori casa.
La neve che tutto copre e tutto ovatta faceva la sua brava azione di silenziosa protagonista.
Il caffè, sul fuoco, le persiane che si aprono, lo scorrere dell’acqua che riempie il bicchiere la cerca del telecomando e il clic.
Due passi verso la finestra e la sorpresa
-Sono nati
- sono sei
La Birba che da giorni gravida e grossa come non mai si era decisa a partorire.
Sei maialini d’India tutti ben nascosti tra mangiatoia e lettiera, protetti da Ciuffetto  e dalla femmina.
La manciata del mangiare , le bucce di mela e foglie di radicchio hanno attirato piccoli e grandi ad uscire dal loro nascondiglio.
Un’allegra tribù tutti attorno alla ciotola e sorpresa con i piccoli di alcune ore di vita alle prese col radicchio.


mercoledì 16 gennaio 2019

Poldo






Poldo è il vagabondo della borgata, un padrone lo ha ma preferisce accattonare tutto quello che è commestibile da chi glielo offre, cioè dove si presenta a testa bassa ogni volta che sente il bisogno di mangiare e quello capita spesso. Da giorni nell’aia non si vedeva ma spesso emigra anche alle case alte dove ha una compagna pelosa come lui.
La razza non so, un incrocio tra un maremmano e una cane da caccia credo.
Ha i suoi begli anni e ormai sono più di dodici anni che Garmano lo ha adottato.
In questi giorni di freddo lo si trova notte e mattinate nella stanza adibita a caldaia di Severino, lì il caldo non manca. Oggi al rientro appena sceso dal PIK l’ho visto dinanzi alla porta di casa e la signora non si deve essere accorta di nulla.
Ho messo la pentola grossa sulla stufa e
- che intenzione hai di cuocere con quel pentolone?
Visto il Poldo che era in attesa e attentissimo ai mie movimenti ha intuito
Abbiamo diviso un kilo di mezzi maltagliati al ragù.
Poi scodinzolato si è fermato dinanzi alla porta in attesa che gli venisse aperto.
Quelli in foto vengono dal web


martedì 1 gennaio 2019

un dono semplice ma di cuore



Ricordo ancora quel giaccone di pelle nera del nonno, delle sue grandi mani che stringevano le mie nel pericolo, la grandi tasche e le cose che non mancavano mai: il suo coltello, la cordicella ben ammazzata, un sacchetto di tela così strinto che occorreva cercarlo in quella tasca per tirarlo fuori.
Quella mattina del primo dell’anno di anni fa tirò fuori da quel pozzo senza fine una ghianda e mi porse il coltello aperto.
Fai un buchetto e così ruppi quella crosta ghiacciata e scavai con quella lama.
Già un grande privilegio impugnare quel coltello che non dava a nessuno poi con forza rompere quella crosta ghiacciata per una spanna di mano e la ghianda da porre in fondo e ricoprire.
Il nonno col calcagno finì l’opera comprimendo con forza quella poca terra e calaverna.
Oggi quella quercia è mia esclusiva la sento nel mio intimo come un essere prezioso consegnatomi dalla saggezza di chi mi ha voluto tanto bene.
Buon 2019 e spero tanto chi ha la possibilità quanto prima pianti una ghianda dove capita…la terra è di tutti

lunedì 17 dicembre 2018

non si butta via nulla



Anche la neve per questo Natale
proprio la spruzzata di zucchero sul panettone
se poi ho fatto bene i calcoli avremo anche la luna piena
speriamo che come l’altr’anno il coro non stecchi che suscitò una risata spontanea generale nella minuscola chiesetta.
Gli addobbi sono conclusi con la pena che tutto non si inceppi con queste file di luci sempre accese.
Presepi come soprammobili dove a fantasia ha voluto posarli e fuori il babbo natale, ma quello è un’altra storia.
Dopo i guai di ottobre la mannaia del dietologo è calata sulla mia testa:
- Andrea scordati vino, grappino, caffè al vov
e
Immaginate ho fatto babbo natale con tutti i bicchieri che non ho potuto usare in questi 3 mesi.
Mi hanno fatto tutti i complimenti spero piaccia anche a voi
Per voi naviganti che passate di qui: auguri, AUGURI, auguri